ANTICIPO SCOLASTICO

Quando scegliere l’anticipo scolastico.

Andare a scuola prima del tempo è un bene o accelerare le tappe può interferire con un sano sviluppo cognitivo ed emotivo?

L’anticipo scolastico è stato introdotto con la legge 53/2003.  Permette ai bambini nati entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento di essere iscritti in prima.

I prerequisiti cognitivi.

Ogni bambino è diverso e non si può dare una “ricetta” valida per tutti. E’ bene prendere in considerazione quali sono o dovrebbero essere i prerequisiti cognitivi necessari.

Apprendimenti di base.

Gli apprendimenti di base lettura, scrittura e calcolo si costruiscono con una serie di precursori cognitivi (orientamento spaziale, coordinamento oculo/manuale, controllo del gesto grafico, concetti topologici sopra/sotto, dentro/fuori, prima/dopo, seriare, mettere in sequenza…).

Il ruolo della scuola.

La scuola dell’infanzia ha un ruolo molto importante nello sviluppo dei prerequisiti. Le aree che vengono stimolate nel bambino prescolare sono: il linguaggio, le capacità psicomotorie, percettive mnemoniche e attentive, l’orientamento, l’integrazione spazio-temporale, la coordinazione oculo/manuale. Solitamente nella scuola dell’infanzia le attività proposte sono principalmente di tipo ludico, ma mirate e strutturate attraverso obiettivi specifici o generali.

Un esempio molto semplice possiamo farlo pensando alle caratteristiche canzoncine che i bambini solitamente imparano alla scuola dell’infanzia. Esse mirano a stimolare produzione e comprensione linguistica, capacità mnemonica e abilità ritmica. Ci sono poi giochi o rituali che vanno a stimolare obiettivi trasversali, che hanno più a che fare con competenze relazionali e affettive. 

La maturità emotiva.

Spesso, infatti, la scelta di un anticipo scolastico non riguarda le capacità cognitive del bambino quanto la maturità emotiva e affettiva.

Un bambino può essere molto intelligente, ma non riuscire a star fermo e concentrarsi per i tempi richiesti.

Altre volte può presentare un adeguato sviluppo dei prerequisiti cognitivi, ma non essere in grado di tenere e accogliere le emozioni che le relazioni e le frustrazioni portano con sé.

È importante per questo motivo osservare il bambino e attivarsi in sinergia con le insegnanti della scuola dell’infanzia affinché il bambino possa proseguire il percorso di crescita e sviluppo nei tempi e nei modi più armonici possibile.

Il ruolo della famiglia.

Certamente anche le aspettative della famiglia, la storia familiare e le esigenze pratiche sono da tenere in considerazione. E’ importante valutare e considerare quale posto occupano tali componenti nella scelta di un anticipo. Questo è un lavoro che inevitabilmente va fatto nello specifico caso.

Vale anche per i Plusdotati?

Abbiamo capito quanto non sia semplice rispondere alla domanda: “andare a scuola prima del tempo è un bene o accelerare le tappe può interferire con un sano sviluppo cognitivo ed emotivo?”.

Già da un punto di vista dello sviluppo cognitivo la situazione non è uguale per tutti, quindi non lo sarà nemmeno per i bambini plusdotati.

Alcuni talenti si sviluppano precocemente (es. suonare il pianoforte), mentre altri si manifestano molto più tardi (es. architettura). 

Alcuni talenti si sviluppano interamente o principalmente al di fuori dell’ambito scolastico (es. talento artistico, cinestesico). Altri si sviluppano proprio grazie al contesto scolastico e si manifestano più facilmente all’interno di esso. 

In sostanza possiamo dire che vi sono talenti che riguardano ambiti nei quali la scuola riveste un ruolo chiave per il loro sviluppo. Vi sono altri talenti che potrebbero non avere alcun rapporto diretto con il curriculum scolastico. 

Eppure possiamo ugualmente trovarci di fronte a bambini plusdotati.

La dissincronia.

Apriamo allora una riflessione rispetto allo sviluppo emotivo.

Si parla spesso di dissincronia emotiva: parecchi bambini plusdotati avrebbero uno sviluppo cognitivo nettamente più avanzato rispetto a quello emotivo.

Senza entrare nel dettaglio di questo argomento, di cui abbiamo parlato meglio nell’articolo “Plusdotazione: aspetti emotivi e relazionali”, sappiamo che un bambino può essere cognitivamente pronto alla scuola primaria, magari pure ad entrare in una classe più avanzata, ma può non esserlo del tutto sul piano emotivo.

I fattori possono essere molteplici, ad esempio legati alla fatica di affrontare un cambiamento, al banale star seduti, all’inserimento in un nuovo gruppo, alla gestione emotiva di richieste, frustrazioni, noia, e così via. 

Proprio per questo motivo, una valutazione più completa e comprensiva di importanti aspetti qualitativi può aiutare le famiglie a scegliere se l’anticipo può avere un senso oppure no. 

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